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San Martino

cenni storici

San Martino


La chiesa si trova in un luogo isolato, nell'insenatura della Valle Resina, detta anche di San Martino, ad eguale distanza fra Indovero e Narro a mt. 938 sul livello del mare


Fu smembrata dalla parrocchia di San Bartolomeo di Margno il 3 maggio 1472 dall'arcivescovo Stefano Nardino, come si rileva dal relativo atto citato negli Atti di Visita.
Dai documenti dell'Archivio Arcivescovile si ha memoria che l'antica parrocchiale preesistente a quella d'oggi era stata costruita per ordine di San Carlo. Nell'atto dal quale è tolta questa notizia si dice: Ut memoria tradit hanc ecclesiam aedificari curavit divus Carolus.
Il santo Arcivescovo poi la consacrava il 18 agosto 1582, come attesta la seguente iscrizione:

D.O.M.
A.D. CAROLO BOR.MED.ARCHIEP.
TEMPLUM HOC DICATUM
S.MARTINO PONT. ET. CONF.
CONSECRATUM FUIT XVIII AUGUSTI,
CURATO M. REV. AMBROSIO MORNICO
CUIUS DEDICATIONIS
DIES AB EODEM SANCITUM FUIT
UT CELEBRARETUR
VII ID. IANUARII

La chiesa consacrata da San Carlo non doveva essere, a quanto pare, capace a contenere tutti i parrocchiani.
Nel 1625 si incominciò la costruzione della chiesa attuale. Il Cardinale Federico Borromeo, nella visita che vi fece nell'estate di quell'anno, esortava i parrocchiani ad ultimare la chiesa, a farvi quanto prima un decente pavimento, e a mettervi un tavolato longitudinale per dividere gli uomini dalle donne, sotto pena di interdetto (Atti di Visita).
In quella circostanza benedisse cinque campane, due delle quali erano destinate all'oratorio di Narro.
Nel 1840, sotto il Parroco Bartolomeo Adamoli, a spese comunali e col concorso del popolo venne ampliata, come fa fede la seguente epigrafe posta sulla fronte della chiesa:

FRONTE ET FORNICE
PROTEXIT, PRODUXIT, RECREAVIT
FIDELIUM MUNIFICA PIETAS
MDCCCXL








Il pittore G.M. Tagliaferri di Pagnona, ha affrescato la facciata in diversi riquadri la vita di San Martino.
A sinistra, nel riquadro superiore San Martino vestito di azzurro su un cavallo bianco dona metà del suo mantello al povero.
Nel riquadro centrale, San Martino con un mantello rosso, seduto al centro della scena, alza gli occhi al cielo. Ai suoi lati due angeli con i simboli episcopali.
A destra, nel riquadro superiore San Martino è raffigurato mentre benedice un bimbo attorniato da un gruppo di chierichetti. Gli affreschi presentano crepe, distacchi di colore dovuti all'umidità proveniente dal tetto.
L'interno, tutto decorato è a croce latina; il corpo centrale è sostenuto da quattro colonne.
I due altari laterali sono dedicati uno a San Antonio da Padova, l'altro alla Madonna. Presenta quest'ultimo buoni lavori in stucco nella volta, un antico e pregevole quadro di San Antonio da Padova; l'altare è in legno dorato, colonne a spira, l'ancona che rinchiude il prezioso simulacro della vergine era circondata tutta all'intorno da quindici tavolette dipinte su legno (che sono state rubate), rappresentanti i quindici misteri del rosario.

L'altare maggiore è ammirabile per la varietà dei marmi; il tabernacolo è sormontato da una specie di trono, con e colonnine di marmo macchiettato, ed alla cuspide due graziosi angeli.
Il parroco Giuseppe Vitali fece costruire attiguo alla Chiesa un oratorio per i confratelli del SS. Sacramento.
Il campanile romanico a cuspide del secolo XI, anticamente provvisto di un piano di monofore e di due piani di bifore a doppia ghiera, oggi intonacate.


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tratto in parte da: http://www.archivistorici-muggiasca-altavalsassina.it


Parrocchia di San Martino

XI-XII secolo


Alla fine del Duecento Goffredo da Bussero nomina tre Chiese nel territorio di Indovero con Narro: S. Martino in loco divirio, S. "Gualderico" e S. Brigida in loco Narro, tutte dipendenti dalla Pieve di Primaluna.
La dedicazione dei santi indica influssi lontani nel tempo e nello spazio: S. Ulrico (ital. Uldarico /Ulderico, ted. Ulrich, in cui è molto probabile ravvisare il S. Gualderico di Goffredo) è vescovo di Augusta, canonizzato nel 993, in visita a Roma nel 971. Questa dedicazione farebbe pensare alla costruzione della piccola Chiesa di S. Ulderico nei secoli XI - XII. Di S. Brigida Goffredo dice che nec martir fuit nec regina. Si tratta della badessa irlandese di Cill Dara (Kildare), il cui culto si diffonde in Italia a partire dal IX secolo.
Delle sei chiese lombarde dedicate a questa santa ricordate da Goffredo da Bussero, ben 2 appartengono per territorio alla Pieve di Primaluna: S. Brigida di Narro e S. Brigida di Averara.
Secondo O. Zastrow lo stesso campanile della Chiesa parrocchiale di Indovero, S. Martino, risale al periodo romanico, precisamente al sec. XI . Dell’antico impianto medievale non resta che l’alto campanile romanico a cuspide del secolo XI, anticamente provvisto di un piano di monofore e di due piani di bifore a doppia ghiera, oggi intonacate. La chiesa, infatti, venne ricostruita nel XVI secolo e rinnovata successivamente tra il XVII e il XVIII secolo.
L'erezione di S. Martino a parrocchiale è invece più tarda, risale alla fine del XV secolo (1498), in seguito allo smembramento da S. Bartolomeo di Margno.


1498


Parrocchia della diocesi di Milano. La chiesa di San Martino di Indovero risulta elencata tra le dipendenze della pieve di Valsassina fin dal XIII secolo (Liber notitiae). Nel XVI secolo era identificata come rettoria dei Santi Martino e Gottardo (Liber seminarii 1564).
Fu eretta parrocchia nel 1498 (DCA, Valsassina), con distacco del territorio dalla parrocchia di San Bartolomeo di Margno (Cazzani 1984).


Dal XVI al XVIII secolo la parrocchia di San Martino di Indovero, a cui era preposto il vica-rio foraneo di Primaluna, è costantemente ricordata negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi e dai delegati arcivescovili di Milano nella pieve di Primaluna, inserita nella regione V della diocesi.


Nel 1746, durante la visita pastorale dell’arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli nella pieve di Valsassina, nella chiesa parrocchiale di Indovero e Narro si avevano la confraternita del Santissimo Sacramento annessa all’altare maggiore, istituita canonicamente da Carlo Borromeo il 19 luglio 1574 e la “sodalitas” del Santissimo Rosario eretta il 13 marzo 1576, come da un transunto di bolla riportato in un codice parrocchiale e dall’atto pubblico rogato dal notaio Bartolomeo Grattarola di Marni il 25 aprile 1582, annessa alla cappella detta Beatissima Vergine Maria del Rosario.
Il numero delle famiglie della parrocchia era di 98.

Entro i confini della parrocchia di Indovero e Narro esistevano gli oratori di Santa Brigitta nel territorio di Narro, della Beata Vergine Maria nel territorio di Pomaleccio, dell’Ascensione del Signore e di Sant’Ulderico “in alpibus” e dei Santi Gottardo vescovo e Antonio abate di Indovero (Visita Pozzobonelli, Pieve di Valsassina).Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di San Martino di Narro con Indovero possedeva fondi per 91.19 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 417 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781).

La Visita Pozzobonelli del 1746, oltre a S. Brigida e S. Ulderico (detto anche dell'Ascensione), rileva l'oratorio della B.V.M. di Pomaleggio, edificata poco dopo il 1672, e l'oratorio dei SS. Gottardo e Antonio Abate, di cui non è specificata la data di edificazione .
Nella documentazione parrocchiale S. Gottardo è nominato per la prima volta in un documento del 1522 (Cartella 8, serie 1.6.1.1.3, fascicolo 1). Nella coeva tabella delle parrocchie della città e diocesi di Milano, la rendita netta della parrocchia di Indovero con Narro assommava a lire 534.19.9; la nomina del titolare del beneficio parrocchiale della parrocchia spettava all’ordinario (Tabella parrocchie diocesi di Milano,1781).


Nel 1896, all’epoca della prima visita pastorale dell’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari nella pieve di Primaluna, la rendita netta del beneficio parrocchiale assommava a lire 750.
Nella chiesa parrocchiale di San Martino di Indovero con Narro si aveva la confraternita del Santissimo Sacramento; all’epoca risultava non regolarmente eretta.
Il numero dei parrocchiani era di 645 (Visita Ferrari, I, Pieve di Primaluna)Tutti e quattro gli oratori (di San Gottardo in Indovero, della Beata Vergine in Pomaleccio, di Santa Brigida in Narro e di Sant’Ulderico sul Monte dell’Ascensione) sono attestati duecento anni dopo nella prima visita Schuster (1931). Si trovano in stato discreto o buono, benchè di tutti si sia persa traccia tanto della data di edificazione quanto della data di consacrazione. La stessa visita Schuster nomina come "antichissimo" l'oratorio di S. Rocco, che tuttavia non compare nella visita Pozzobonelli, né nella documentazione parrocchiale. A questa data gli abitanti della Parrocchia ammontano a 550, mentre ci sono stati "molti emigrati"

Nel XIX e XX secolo la parrocchia di San Martino di Indovero con Narro è sempre stata inclusa nella pieve e nel vicariato foraneo di Primaluna, nella regione V della diocesi, fino alla revisione della struttura territoriale attuata tra il 1971 e il 1972 (decreto 11 marzo 1971) (RDMi 1971) (Sinodo Colombo 1972, cost. 326), quando è stata attribuita al decanato di Primaluna nella zona pastorale III di Lecco.




BibliografiaARRIGONI G., Notizie storiche della Valsassina, Milano 1840M. MAGISTRETTI (a cura), Liber notitiae Sanctorum Mediolani, Milano 1917. Le chiese citate si trovano alla col. 247D (S. Martino), col. 161B (S.Ulderico), col. 57 A (S. Brigida).Bibliotheca Sanctorum, III, Roma 1963, p. 436.O. ZASTROW, Repertorio di arte medievale in Alta Valsassina. Aggiornamenti critici e testimonianze inedite, in Rivista Archeologica dell'antica provincia e diocesi di Como", Como 1976,Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X Visite Pastorali, Serie Valsassina, vol. 38.ASDMi, Visite Pastorali, Serie Valsassina, vol. 46, cc. 282 e 284.ASDMi, Sezione X Visite Pastorali, serie Visite Card. Schuster, vol. 59 (Primaluna I)ATTANA' A., L'Archivio della Parrocchia di Indovero, tesi dell'Università Cattolica del S. Cuore, relatore prof. A.G. Ghezzi, a.a. 1996 - 1997."CIVITA. Le istituzioni storiche del territorio lombardo. Le istituzioni ecclesiastiche XIII - XX secolo", I, Milano 2002, ed. Regione Lombardia et alteri, pp. 354 - 355.MAGISTRETTI M. (a cura), Liber notitiae Sanctorum Mediolani, Milano 1917, col. 247D, 161B, 57AMASTALLI A., Parrocchie e chiese della Valsassina nel XVI secolo, "Memorie Storiche della Diocesi di Milano" IV (1957)O. ZASTROW, Repertorio di arte medievale in Alta Valsassina. Aggiornamenti critici e testimonianze inedite, "Rivista Archeologica dell'antica provincia e diocesi di Como" (1976)




aggiornato 25 settembre 2009 | lenostreradici@alice.it

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