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Pagine n.10, con riproduzioni delle chiese di Indovero e Narro
AD PERPETUAM REI MEMORIAM
Sciopero delle donne d’Indovero.
Era l’anno 1902, giorno di Domenica, 12 Ottobre.
Al mattino di questo giorno, si incomincia un grande viavai di donne di fanciulli, chi chiama da una parte, chi dall’altra, presto, andiamo, in men che si dica, donne, giovani fanciulli e fanciulle tutti vestiti a festa, preceduti da tre bandiere.
Il paese è in un grido solo, chi porta la bandiera, chi grida abbasso il municipio, abbasso chi comanda, non vogliamo più tasse, non si paga più niente, i salariati si facciano pagare da chi credono, e via di questo passo.
D’avvero inconscio di tutto questo, mi trovavo in S. Martino seduto nel confessionale per le confessioni.
Erano di già le otto e mezza o nove, quando venni a por fine al mio dovere mancavano pochi minuti per l’avvise della messa conventuale.
Mi porto sulla piazza della chiesa, sento il gran baccano in frazione.
Ma qui c’è di nuovo, dico fra me, qualche disgrazia, giù scendo in frazione; domando cosa c’e’ cosa è succeduto; Ma: oggi siamo in sciopero; si risponde; abbasso il Municipio, abbasso chi comanda.
Mi metto a riappacificare gli animi; non l’avessi mai fatto. Non si vedeva, non si conosceva più ragioni; trovai animi abbandonati alla più bestiale ferocia.
Arriva in quel momento il forte della truppa, precedono le bandiere; si grida, si schiamazza, si canta; tento di nuovo rappacificare, intenderci con altri modi;una voce si sente al momento; avanti, avanti a chiamare ad unirsi con quelli della frazione di Narro
e si prosegue.
Le campane danno il segnale dell’orario festivo per la Messa conventuale.
Seguo da lontano per la parrocchiale la gran comitiva. Si arriva alla chiesa, nessuno vi entra, le bandiere proseguono per Narro.
Chi tira per un braccio, chi trascina le povere donne di ritornare indietro ed unirsi a loro;
Ma tutto inutile, a spinti a risposte e quasi quasi anche a risse; i bravi Narresi entrarono nella loro chiesa a soddisfare il proprio dovere.
In si fatto tafferuglio; d’avvero si rispettò la sacra funzione. Non appena terminata si rincomincia la lotta tra le donne d’Indovero e Narro per strapparle alla sequela e giù scendere al Municipio per una dimostrazione generale.
Nessuno acconsente , solo pochissime curiose seguono la comitiva da lontano.Il forte della mischia è assiepato davanti alle porte, si batte si urtano le porte, vogliamo entrare si grida, altrimenti si appica il fuoco.
Una voce maligna d’uomo poco educato, ed anche di donna viene a suggerire, non otterrete mai niente, non vi daranno ascolto, se non rompete, rompete entrate che avete diritto il Municipio è pubblico tutti hanno diritto.
Detto fatto, chi da mano alla scure, chi al zappone o qualunque oggetto capita loro a mano, in folla sono alla porta. Altri sono in cerca di scale per scendere alle finestre chi a sassate spaccano i vetri.
Davvero fu un momento di vera ferocia impazzita.
Non si teme la forza soppragiunta in quell’istante, si vuol entrare, si vuol ragione di che cosa?
Non sanno pure essi.
Ottenuta in qualche modo la calma, venne loro suggerito di dar soddisfazione ai loro desideri al domani e per ora desistere dall’assalto; diversamente qualcheduno ne
avrebbe pagato il fio se non volesse sottostare al rimborso delle spese e danni.
All’indomani ecco sul luogo un Regio commissario il tenente dei carabinieri, per le requisite
Informazioni; ma l’autore della sollevazione del sciopero fu coperto e non si saprà.
Dopo la requisizione del Pretore di Bellano chiamati in gran parte presso questa Regia Pretura
Si credeva che tutto fosse terminato e la cosa fosse passata sotto silenzio.
Ma che; dalle informazioni dei testi raccolte, la cosa si fece seria, e si dovette procedere per tribunale.
L’anno seguente infatti, il giorno 18 aprile 1903 ben più di 70 persone tra accusati e testimoni dovettero presentarsi al tribunale di Como pel processo.
E dopo animatissima discussione fra accusati e testimoni, avvocati difensori, pro e
contra alla fine fra molti salvati; come causa e promuturi del sciopero; ben ventisei povere donne segnate come capi dei danni alla casa del Municipio.
Dall’illustrissimo Sig. Giudice vennero condannate a venti lire di multa, otto giorni di prigione; e a tutte le spese processuali.
Questo fu l’esito conseguito del sciopero d’Indovero.
Per grazia però Reale fu loro tolta la prigione ed anche le spese processuali, restando
solo la multa delle 20 lire ciascuno responsabile.
Se ne ritornarono colla testa nel sacco, esclamando e attestando che per interessi
privati,per sfogare i partiti altrui, on avrebbero mai più partecipato a un santo danno.
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da un testimone oculare ........
LE FAMIGLIE DI INDOVERO E NARRO
Tratto dal libro di Andrea Orlandi “le famiglie della Valsassina”
ACERBONI a Indòvero da Mornico di Mugiasca, verso il 1850.
ADAMOLI Pare siano dei più antichi a Narro. Ivi ser Antonio q. Contempo nel 1476.
Nel 1550 si citano fra i proprietari di terre nell’uno e nell’altro Comune.
Nel 1636 Giuseppe servì per 15 giorni alla fabbrica del castello di Lecco. Da questa parentela
uscirono parecchi sacerdoti: Giacomo fu parroco di Pagnona dal 1576 al 1616;Giuseppe lo fu di
Casargo dal 1847 al 1886; Bartolomeo dal 1797 al 1847. Recatosi questi a Bellano per la fiera di quaresima, lo colse un malore, e fu ricoverato in casa degli Adamoli suoi parenti a Bellano, dove
soccombette. Mentre se ne recava il feretro alla sepoltura, i portatori ch’erano d’Indòvero, giunti
al cancello del cimitero di Bellano, deviarono improvvisamente col carico e di gran corsa lo portarono a giacere nel patrio camposanto, guadagnandosi la nomina di “rubacurati”.
Oggi ve n’ha pure a Indòvero, ramificati a Esino nel 1742, a Bellano nella prima metà del s.XIX.
ARRIGONI a Indòvero e Narro fin dal 1560. Nel 1567 viene citato un Arrigoni de Zucchi.
BARDELLINI Proprietari di terre nel 1550.
BARINDELLI Una sola citazione all’anno 1672
BAZZI Giovan Pietro q. Carlo, da Vestreno, si stabilì a Narro verso il 1795, e vi ebbe figli.
BORRONI a Narro dal 1690. Oggi anche a Indovero
BROCCHI Citati all’anno 1485
BROGGI Orlando q. Guarisco, da Indòvero, viveva nel 1492. Anteriormente si parla nel 1454 di Antonio q. Pietro.
BRUMANA a Indòvero dal 1776. Si narra che tre fratelli venissero da Costa Imagna in Valsassina, uno dei quali si stabilì a Indòvero, un altro a Pagnoma, il terzo a Vendrogno.
BUSI Un segatore di legname da Perlasco a Indòvero, si stabilì con matrimonio nel 1824.
BUZZONI a Indòvero da Taceno con matrimonio nel 1733.
CALVI a Indovero dal 1595 al 1698. Nel 1680 vi prese moglie un Calvi di Corenno, e nel 1688 un omonimo di Somadino, ma sembra che non vi si fermassero.
CAMERONI Da Comasira a Indòvero dal 1720. Ramificati a Lecco
CARGASACCHI a Indòvero da Mornico. La prima notizia risale al 1681 in cui nacque Daniele di Bartolomeo. Ramificati a Margno.
CARIBONI a Indòvero dai paesi lacuali. Pare che il primo si stabilisse col matrimonio nel 1630. Con testamento 5 ottobre 1669, Giovan Paolo Cariboni di Bellano lasciò una vigna denominata Po in quel territorio, con i frutti della quale si distribuissero elemosine ogni anno in perpetuo il giorno dei morti, affinché i beneficiati pregassero per l’anima sua. Dovevano fruirne
a ruota, per mezzo dei rispettivi parroci, Bellano, Mugiasca, Indòvero, Taceno, Margno,
Pagnona, Premana.
CARISSIMO Da Perlasco a Narro, forse nel 1775
CAROBIO (DE) Antonio q. Antonio viveva nel 1492 a Indòvero
CEPPA (DEL) Bartolomeo e Martorino, da Indòvero, viventi nel 1556.
CERENINI un muratore di Casargo si stabilì a Indòvero con matrimonio nel 1899, ma
non ebbe che una figlia.
CHIODI nel 1550 possedevano a Narro; nel 1578 li troviamo a Indòvero. Ramificati a
Pavia, Barzio e Parigi.
CIAMBOTTI a Indòvero nel 1576-96, ma nel 1576 è indicato quale soprannome di un
Cedro; e nel 1605 e 1646 trovo Adamoli detti Ciambotti o Zambotti: Oggi è soprannome di Adamoli.
DELLA TORRE Nobili a Indòvero. I documenti li designano Della Torre, ma essi
preferivano firmarsi Torriani. Originari di Primaluna. Da Giovan Battista e Apollonia Mascari
di Cortenova nacque a Indòvero il 23 novembre 1615 Giovan Ambrogio ascritto nel 1636 alla congregazione degli Oblati, prevosto di S. Lorenzo Maggiore a Milano. Sopra una porta a
Indòvero vedevasi l’effige, ora cancellata, di un vescovo: sarebbe stata la casa e l’effige del Torriano. Nella chiesa Parrocchiale d’Indòvero si conserva il suo ritratto. Alessandro nato a Indòvero nel 1614 fu parroco dal 1654 al 1670.
DENTI a Narro da Perlasco, stabiliti con matrimonio nel 1895.
FANCHELLI nel 1550 possedevano a Indovero, e ancora nel 1630; ma i registri
parrocchiali dal 1585 al 1601 li dicono di Narro. Fu certamente soprannome di Marazzi.
FERERI non trovai che un battesimo a Narro nel 1574
FESTORAZZI viveva a Indòvero nel 1476 Giacomo q. Luchino, venuto da Esino.
GAFFINI a Indòvero e Narro dal 1504 a 1759
GALLUZZI da Somadino a Indòvero verso il 1840.Emigrato a Porlezza e poi in America
GATTI nel secolo XVIII a Narro da Sanico.
GORETTI da Cassina stabilito con matrimonio a Narro nel 1911
GRATTAROLA se ne trova qualcuno a Indòvero nel 1485
GUALDRICI Giacomo q. Gualtiero nativo di Narro 1513.
LAZZARI da Noceno a Narro nel 1892
MALUGANI Gaspare Giuseppe di Paolo da Barcone a Indòvero nel secolo XIX.
MARAZZI Nobili. Fra le più antiche, anzi la più cospicua famiglia di Narro. Se ne
Trovano tracce nel 1485. Nel 1647 si trovano pure a Indòvero.
Giobbe , figlio di Giovanni e Maria Pedrassi, nacque a Narro il 23 luglio 1605: fu sacerdote,
ascritto fra gli Oblati, parroco di Indòvero, eletto parroco di Pasturo nel 1640. Giovanni, pure
di Narro fu parroco di Casargo dal 1782 al 1820: zelò assai l’educazione del baco da seta in Valsassina, riportando medaglia d’argento in premio dalla società Patriottica di Milano.
Giovan Pietro era notaio nel 1634.
MAZOLA nel 1550 possedevano a Narro
MELESI da Noceno a Indòvero nel 1701
MERLO dal 1566 a Narro. Vanno estinguendosi con le donne.
MIAROLI nel 1550 possedevano a Indòvero.
MONETA legnaiolo, da Taceno a Narro nel 1876
MORNICO qualcuno esisteva nel 1564
NASAZZI a Indòvero nel 1630
OLIVERI da Vegno a Indovero nel 1693. Nel 1722 si cita uno di questa parentela, che uccise il canonico Mezzera “e che ora è arruolato e fa lo sgherro in Brescia”
PAMPANI nel 1550 possedevano a Indòvero
PANICHI a Indovero nel 1566, forse gli stessi che precedentemente si chiamavano Panizzi
PASETTI si ritengono fra i più antichi di Narro e parecchi nel 1550 vi possedevano. Ramificati a Vendrogno.
PASQUINI sono considerati tra i più antichi, sebbene a Indòvero e Narro figurino solo
nel 1564.
PAVONI nel 1663 c’erano a Indòvero
PENSA pare provengano da Esino, si stabiliscono a Indòvero nel 1686.
PENSOTTI a Narro ve n’era nel 1577
PEZZATI a Narro si conoscono dal 1734. Carlo, insieme con altri devoti, costituì nel 1809
un fondo per cantare messa con processione il giorno di San Rocco.
PIATTI-PLATI-PLATTI Giovanni de Platis di Pagnona viveva a Indòvero nel 1476.
Piatti si trovano fra i proprietari di Terre nel 1550. Un piatti fece gran fortuna a Venezia, dove ancora risiedono i discendenti.
POMI da Barcone a Indòvero nel 1688
PRADA da Introbio a Narro nel 1728
REGALINI Michele Luigi di Carlo,calzolaio da Cremia si stabilì con matrimonio nel 1815
REGAZZONI da Vendrogno a Indòvero con matrimonio nel 1886
ROSSI c’erano a Indovero negli anni 1570-77
RUFFONI da Taceno a Indovero per matrimonio nel 1722
RUSCONI li ospitò Narro dal 1649 al 1704
SELVA qualcuno possedeva nel 1550
SIGNORELLI pare sedessero da tempi antichi a Indovero, dove li troviamo nel 1560. Ramificati a Lecco.
SINIBELLI Giovanni di Cristoforo viveva a Indòvero nel 1454 e nel 1466.
SOGGETTI da Taceno si stabilì col matrimonio a Indòvero nel 1770
SPAZZADESCHI si trovano a Narro dal 1426 al 1574, a Indovero dal 1570 al 1647
TAGLIAFERRI da Pagnona a Indòvero nel 1780 per il matrimonio.
TETTI-DE TETTI famiglia di Indòvero.Guarisco e Bonaparte q. Giacomo vivevano
nel 1430. Ser Giovanni apparteneva al collegio dei notari della valle nel 1485.
TOMASELLI possedevano a Indòvero nel 1550; e ve li troviamo poi fino al 1710
TONELLI un Domenico a Indòvero nell’anno 1637.
VEDEXEDIS (DE) Giovanni detto Ruspazio q. Pietro, da Esino viveva a Narro nel 1476.
VOLPATI a Narro viveva nel 1476 Antonio q. Zani; ma nel 1536 campare Giacomo Pasetti q. Melchiorre “de dictis Vulpatis”.
VOLPI famiglia nobile di Narro, forse la più antica, estinta in principio del XIX secolo.
ZUCCA nel 1513 viveva a Indòvero nel 1566
ZUCCALLI ne n’era nel 1570 a Narro
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